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Scili…peto!

Nella puntata di Annozero andata in onda lo scorso 28 aprile, Beppe Grillo polemizzò con Michele Santoro per la scelta degli ospiti presenti in studio.

“Sei un medium: mantieni in vita gente morta”, dichiarò il comico genovese e leader del Movimento “5 Stelle”, invitando Santoro a dare maggiore spazio alle idee di giovani, studenti e lavoratori anzichè lasciar blaterare per ore politici, giornalisti e studiosi di turno. Immediata giunse la replica del conduttore. Santoro pose l’accento sulla necessità di “imparare ad amare tutte le piante che ci circondano”, auspicando una “rivoluzione dei sentimenti all’insegna del rispetto nei confronti delle ragioni e delle sensibilità degli altri, seppur lontane dalle nostre”.

A caldo ho apprezzato le parole di Santoro.

Uno dei più grandi errori di una parte della politica italiana degli ultimi anni, infatti, è stato quello di lasciarsi percorrere da una sorta di “snobbismo culturale” che l’ha portata a sottovalutare alcuni importanti cambiamenti in atto nella società italiana, attardandosi nell’individuazione di un quadro interpretativo degli eventi e dei significati sociali da assegnare a tali eventi. Se si decidesse di perseguire la linea individuata da Grillo non si farebbe altro che perpetuare tale errore.

A distanza di pochi giorni, però, dopo aver assistito allo spettacolo indecoroso offerto dall’onorevole (?) Scilipoti durante una trasmissione televisiva, ho rivalutato il pensiero di Grillo.

Breve riassunto dei fatti: Scilipoti viene invitato ad una trasmissione televisiva per discutere di medicina. Il parlamentare esponente del “Movimento di Responsabilità Nazionale” nonchè medico ginecologo e agopuntore, negli ultimi tempi si è, infatti, distinto per la presentazione di progetti di legge per la modifica di alcune norme sulla medicina non convenzionale. Ebbene, quando il conduttore del programma gli chiede spiegazioni su un convegno da lui organizzato alla Camera e sull’opportunità di invitare come relatore un medico imputato per omicidio colposo e truffa (tale Toneguzzi), Scilipoti diventa paonazzo. Come nel suo conclamato stile, sbraita, urla, vanta la sua sapienza scientifica in un italiano maccheronico. Ne consegue un diverbio accesissimo tra il deputato e il conduttore, omaggiato con svariati improperi ripetuti fino allo sfinimento (“lei si deve vergognare”, “lei è un mascalzone”, “lei sta strumentalizzando”). E pensare che in studio era presente la mamma di Manuela, una ragazza malata di cancro che si era affidata al “tale Toneguzzi”. Secondo la ricostruzione Manuela sarebbe stata convinta dal medico a rinunciare alla chemioterapia e all’iter terapeutico tradizionale e a seguire cure legate alla Nuova medicina germanica. Le motivazioni addotte dallo psichiatra erano di questo tenore: “i tumori non esistono, fumare non fa male, mangiare un dolce avrebbe potuto essere d’aiuto ai malati terminali, mangiare un budino può aiutare anche a guarire una malattia terminale di cancro”.

Le mie convinzioni sulla necessità di perseguire un effettivo pluralismo, televisivo e non, ora vacillano.

Davvero meritiamo tutto ciò? “Noi italiani saremo quel che siamo, che non è certamente granchè”, ebbe ad affermare Montanelli.

E pensare che non ha conosciuto Scilipoti.

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