Popolarità da letamaio

Quando il gioco si fa duro…con le barzellette e le menzogne vai sul sicuro.
Sembrerebbe essere questo il nuovo slogan coniato dal Pdl in vista delle elezioni amministrative che interesseranno molti comuni del Belpaese nel prossimo fine settimana. Dopo le comiche (non saprei come altro definirle!) dichiarazioni del premier sulle carenze igieniche dei leader del centrosinistra e la performance del ministro La Russa, il quale ha riportato in auge un concetto di superiorità della razza destrista più volte ribadito dallo stesso premier, a completare il quadro ci ha pensato la “moderata” – così ama autodefinirsi – Letizia Moratti. Il sindaco uscente di Milano, alla fine del confronto televisivo organizzato da Sky, ha “infangato” Giuliano Pisapia, candidato Pd nel capoluogo lombardo, accusandolo di essere il responsabile del sequestro e del successivo pestaggio di un giovane.

Accusa rivelatasi falsa.

L’avvocato ha quindi mostrato tutta la propria indignazione nei confronti della Moratti: “E’ un falso e una calunnia: così non si fa la campagna elettorale. I milanesi capiranno che chi è bugiardo continuerà a esserlo come è stato in questi anni”. E ancora: “Letizia Moratti ha fatto una cosa vergognosa strumentalizzando il fatto di essere l’ultima ad avere diritto di parola. Ha fatto dichiarazioni assolutamente false sul mio conto”. Più tardi, in conferenza stampa, Pisapia rincara la dose: “La Moratti ha messo in atto un killeraggio mediatico progettato a tavolino. La mia vita è trasparente, non ho mai commesso reati”. Alle parole Pisapia ha, quindi, fatto seguire le azioni. Egli ha prima pubblicato sul proprio sito il verbale delle sentenze di primo e secondo grado che ne testimoniano l’assoluzione e poi querelato la Moratti per “diffamazione aggravata”.

E pensare che proprio ieri mattina il Presidente della Repubblica aveva manifestato l’auspicio di un confronto più pacato, all’insegna del rispetto e della trasparenza. “Mi auguro un’Italia più serena, meno lacerata, meno divisa dove la lotta politica non sia una guerra continua e che ci sia rispetto tra le parti che fanno politica e che competono per la conquista della maggioranza alle elezioni” – aveva dichiarato Napolitano. Anche stavolta, però, gli appelli sono caduti nel vuoto e il confronto politico si è trasformato in una battaglia in cui vige una sola regola: annientare l’avversario. Non importa come, quando, dove e perchè. L’unica cosa che conta è delegittimare tutti coloro che costituiscono una minaccia per i propri interessi, siano essi giudici, giornalisti, avversari politici.

Nell’era dell’immagine, ognuno investe sull’apparenza e sull’esteriorità senza alcuna preoccupazione per i contenuti. Così facendo, però, si costruisce in popolarità non necessariamente in consenso.

Una Pdl, appunto…Popolarità da letamaio!

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